venerdì 4 gennaio 2008

People always leave


Il viaggiatore moderno ha smesso di fare esperienza del viaggio. Il passeggero a bordo del jet può sorvolare Tokio e New York senza differenza, tra le nuvole, come se fosse comodamente seduto al bar. Sorseggiando il suo drink in soffici poltrone reclinabili, ciò che gli viene chiesto è semplicemente aspettare. Ciò che invece lui chiede è rapidità e confort. Il suo viaggio inizierà soltanto dopo il viaggio, ovvero all'atterraggio.
Intanto, l'aereo determina un ulteriore sconvolgimento al complesso ruota- strada. Le città cominciano ad avere, con i rapporti dell'uomo, lo stesso tenue rapporto che hanno i corridoi dei musei. A questo punto, le strade sono usate sempre più per svagarsi e sempre meno per viaggiare. I principali elementi d'impatto diventano l'accelerazione e la sconvolgimento: la velocità tende alla totalità e di conseguenza a distruggere l'idea di spazio.

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