lunedì 7 gennaio 2008

Zò pensa. Pensa e ripensa. Sempre.


"A cosa pensi, Zò?"
"mah, al fuoco, direi"
"Fuoco?"
"Fuoco e fiamme che bruciano palazzi e sentimenti di carta.Fuoco che elimina e riscalda."
"..."
"..."
"E che ne dici di sentimenti di stoffa?"
"Dico che tanto alla fine si lacerano comunque"
"E Tu?"
"E Io?"
"Si,tu, tu che parli poco e osservi sempre.."
"Io..probabilmente ho solo bisogno di metter i puntini sulle i del mio io.."
"E le o tonde non ti piacciono?"
"Da qualsiasi parte le prendi, non sai mai dov'è l'inizio e dove la fine. Giri intorno senza arrivare da nessuna parte..."
"..."
"e poi..."
"poi cosa?"
"e poi, il mondo ha bisogno di verticali su cui poggiarsi"
"E la tua verticale qual è?"
"Dici la cosa su cui poggio la mia esistenza?"
"ah-a"
"mmmh.. me stessa, credo.. In piedi, una verticale non si spezza. Anche se cento e mille volte ti diranno il contrario, anche se io stessa a volte non ci credo più, io non abbandono il gioco facilmente"
"menomale"
"perché?"
"perché hai fatto la scelta migliore."

venerdì 4 gennaio 2008

People always leave


Il viaggiatore moderno ha smesso di fare esperienza del viaggio. Il passeggero a bordo del jet può sorvolare Tokio e New York senza differenza, tra le nuvole, come se fosse comodamente seduto al bar. Sorseggiando il suo drink in soffici poltrone reclinabili, ciò che gli viene chiesto è semplicemente aspettare. Ciò che invece lui chiede è rapidità e confort. Il suo viaggio inizierà soltanto dopo il viaggio, ovvero all'atterraggio.
Intanto, l'aereo determina un ulteriore sconvolgimento al complesso ruota- strada. Le città cominciano ad avere, con i rapporti dell'uomo, lo stesso tenue rapporto che hanno i corridoi dei musei. A questo punto, le strade sono usate sempre più per svagarsi e sempre meno per viaggiare. I principali elementi d'impatto diventano l'accelerazione e la sconvolgimento: la velocità tende alla totalità e di conseguenza a distruggere l'idea di spazio.