lunedì 3 marzo 2008

.chapter zero.


Cosa c'è di più classico della storia del Fallito? Illusioni che volano via come foglie sugli alberi, speranze che si spengono con la luce del sole, labirinti di tormenti. Una vita intessuta di poesia e dolore, di abissi oscuri e di profondità sconosciute, di ricatti, pressioni, ingiustizie! Oh si! Perché, in fondo, il nostro Fallito è un eroe un pò sfigato, un capro da espiare nel momento del bisogno. Maltrattato dalla vita, è costretto a farsi carico del peso dei mali del mondo, vive nella condanna d'esser sempre la persona sbagliata al momento sbagliato. Ma, in realtà, Lui tanto male non è. O no, tutt'altro! E' creativo, bizzarro, forse un pò ossessionato da sé, ma la sua mente riesce a captare lampi d'immenso.
E già qui, chi ascolta la storia del Fallito inizia già a volergli un pò bene. Perché, insomma! Anche lui si meriterà un pò d'amore, in fondo! Insomma! Dopo tutto quel che ha passato! Insomma! A tutti spettano cinque minuti di celebrità! A ciascuno il suo piccolo trionfo, come si suol dire.
Se poi ci aggiungi che il Fallito in questione può anche esser tutto sommato un bel tipo, scapigliato, decadente, a suo modo intrigante... Bene, allora è possibile addirittura innamorarsi del Fallito e ritrovarsi persi ad ammirarlo sul profilo di una notte senza stelle. Che eroe, il nostro Fallito! Geniale! E prima o poi, tutti applaudirebbero al gran finale e champagne, caviale, fuochi d'artificio e titoli di coda, tra una lacrimuccia o due..
Che storia! Ho sempre nutrito ammirazione per questo eroe al contrario... Ed io, modestamente, lo nacqui! Ci vuole una dote innata e una buona dose d'autodistruzione.
Ma ora, immagina: la rabbia di non esser capito, il dolore di vedersi infrangere un sogno, l'odio sputato con rancore sul tuo volto
Immagina: niente poesia, niente sole, niente colore.
Immagina: una storia senza lieto fine, dove i protagonisti sono i vinti e non esistono vincitori. Una storia dominata dal caos, di virtù e di morali perse. Una storia che opprime e lentamente soffoca.
Immagina...

lunedì 7 gennaio 2008

Zò pensa. Pensa e ripensa. Sempre.


"A cosa pensi, Zò?"
"mah, al fuoco, direi"
"Fuoco?"
"Fuoco e fiamme che bruciano palazzi e sentimenti di carta.Fuoco che elimina e riscalda."
"..."
"..."
"E che ne dici di sentimenti di stoffa?"
"Dico che tanto alla fine si lacerano comunque"
"E Tu?"
"E Io?"
"Si,tu, tu che parli poco e osservi sempre.."
"Io..probabilmente ho solo bisogno di metter i puntini sulle i del mio io.."
"E le o tonde non ti piacciono?"
"Da qualsiasi parte le prendi, non sai mai dov'è l'inizio e dove la fine. Giri intorno senza arrivare da nessuna parte..."
"..."
"e poi..."
"poi cosa?"
"e poi, il mondo ha bisogno di verticali su cui poggiarsi"
"E la tua verticale qual è?"
"Dici la cosa su cui poggio la mia esistenza?"
"ah-a"
"mmmh.. me stessa, credo.. In piedi, una verticale non si spezza. Anche se cento e mille volte ti diranno il contrario, anche se io stessa a volte non ci credo più, io non abbandono il gioco facilmente"
"menomale"
"perché?"
"perché hai fatto la scelta migliore."

venerdì 4 gennaio 2008

People always leave


Il viaggiatore moderno ha smesso di fare esperienza del viaggio. Il passeggero a bordo del jet può sorvolare Tokio e New York senza differenza, tra le nuvole, come se fosse comodamente seduto al bar. Sorseggiando il suo drink in soffici poltrone reclinabili, ciò che gli viene chiesto è semplicemente aspettare. Ciò che invece lui chiede è rapidità e confort. Il suo viaggio inizierà soltanto dopo il viaggio, ovvero all'atterraggio.
Intanto, l'aereo determina un ulteriore sconvolgimento al complesso ruota- strada. Le città cominciano ad avere, con i rapporti dell'uomo, lo stesso tenue rapporto che hanno i corridoi dei musei. A questo punto, le strade sono usate sempre più per svagarsi e sempre meno per viaggiare. I principali elementi d'impatto diventano l'accelerazione e la sconvolgimento: la velocità tende alla totalità e di conseguenza a distruggere l'idea di spazio.

mercoledì 19 dicembre 2007

se il mondo è storto, non lo guarderò


Ho dato voce alle cose, ho lasciato scorrere il tutto immobile. Ho lasciato che il sole mi entrasse dentro, ho respirato a pieni polmoni il vento e ho pianto sotto la pioggia.
Finché posso guardare il cielo e rimbalzare tra le nuvole, nessuno può fermarmi.
Mi riempio gli occhi con particolari stupefacenti, gioco con luci ed ombre, mi fermo senza tempo e chiudendo gli occhi posso volare.
Impolverata e arsa dal sole, circondata di solitudine, estranea e forse ostile al mondo, forestiera nel regno degli uomini, impenetrabile...
I lampioni si chinano ai miei piedi e colgono un fiore

venerdì 7 dicembre 2007

Soffocare



"L'amore è una stronzata. Le emozioni sono una stronzata. Io ho un cuore di pietra. Sono uno stronzo. Sono un pezzo di meda egoista e ne vado fiero. Se la scelta è tra non esser amati ed esser sensibili, fragili ed emotivi, allora l'amore potete tenervelo."
C.Palaniuk